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Come guadagnare con le criptovalute in Italia (2026): metodi realistici, rischi e tasse

5 Febbraio 202632 min di lettura2 commenti
Come guadagnare con le criptovalute in Italia (2026): metodi realistici, rischi e tasse
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Domenico Sottile

Domenico Sottile è un professionista del marketing digitale e scrittore con oltre 7 anni di esperienza nell'aiutare le persone a guadagnare online. Ha lavorato con diverse aziende e startup, offrendo consulenza su strategie di marketing, affiliazione e e-commerce. Domenico è appassionato di condividere le sue conoscenze attraverso articoli informativi e guide pratiche per il successo online.

Aggiornato il:5 febbraio 2026
Questa guida si basa su documenti ufficiali di autorità come Banca d’Italia, CONSOB, Agenzia delle Entrate e sulle linee guida delle autorità europee (EBA, ESMA, EIOPA), integrate da analisi di professionisti (commercialisti, fiscalisti, giuristi) che commentano la normativa italiana sulle cripto-attività. Quando citiamo numeri o regole fiscali inseriamo, dove possibile, un link diretto alla fonte ufficiale o a un commento tecnico affidabile.

Se cerchi comeguadagnare con le criptovalute in Italia nel 2026, qui trovi una guida pratica: metodi più usati, rischi concreti e un primo orientamento su tasse e norme.
Non è una scorciatoia per “fare soldi facili”, ma un quadro realistico per deciderese e quantoha senso esporsi.

Quello che leggi ha scopoinformativo generaleenon è consulenza finanziaria o fiscale personalizzata. Se devi prendere decisioni rilevanti sui tuoi soldi, confrontati con un professionista abilitato.

Le regole fiscali e regolamentari sulle cripto-attività sono in evoluzione: l’Italia ha introdotto una disciplina specifica con la Legge di Bilancio 2023 e successive modifiche, e il regolamento europeo MiCA è pienamente applicabile dal 30 dicembre 2024. Prima di decidere, verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entratee le pagine informative delle autorità di vigilanza.

Cosa significa davvero “guadagnare con le criptovalute”

Quando qualcuno dice “guadagnare con le criptovalute”, non sta sempre parlando della stessa cosa. Può andare dalle micro-entrate di pochi euro fino a chi prova a viverci. Capire dove ti collochi è il primo passo.

I numeri che trovi in questa guida (es. “50–300 € al mese”) sono esempi didattici per capire gli ordini di grandezza, non obiettivi standard né risultati attesi. In molti casi, tra volatilità, commissioni e tasse, i risultati effettivi possono essere molto inferiori o negativi.

Micro-entrate: fare pratica con pochi euro

Qui parliamo diqualche euro al mese, ottenuto tramite app e giochi play-to-earn, faucet, mini-task e altre micro-ricompense in token.
Il vantaggio è che puoifare pratica con wallet e indirizzisenza usare grandi capitali. Lo svantaggio è che, economicamente, è trascurabile: non cambia lo stipendio, serve solo come “palestra”.

In pratica
L’obiettivo è imparare a usare cripto e wallet con rischio economico minimo. L’aspettativa è di raccogliere pochi centesimi o pochi euro al mese, spesso in token poco liquidi che possono cambiare valore molto in fretta.

Anche le micro-entrate, se nel tempo diventano importi non trascurabili o se converti spesso in euro, possono avere implicazioni fiscali (plusvalenze, redditi diversi, monitoraggio). Per casi concreti è prudente confrontarsi con un commercialista o un CAF, soprattutto se inizi a superare qualche centinaio di euro l’anno di movimenti.

Reddito extra: 50–300 € al mese (non garantiti)

Qui l’idea è provare a costruire unpiccolo reddito extra, combinando acquisti periodici (DCA) su 1–3 criptovalute, un po’ di staking o interessi su cripto/stablecoin e, magari, qualche micro-entrata da app. Range come “50–300 € al mese” sono peròsolo scenari teorici, non promesse.

Il risultato dipende da quattro elementi: capitale investito, rendimenti effettivi nel tempo, durata dell’investimento e impatto delle tasse. In alcuni periodi puoi vedere numeri interessanti, in altri puoi ritrovarti in perdita o a zero.

Ricorda che eventuali cifre lorde vanno ridotte di commissioni di acquisto/vendita, costi di piattaforma e imposte sulle plusvalenze o sugli altri proventi da cripto-attività. A parità di rendimento “da grafico”, il netto in tasca può essere molto più basso.

Obiettivi ambiziosi: 100 €/giorno e oltre

Quando si parla di100 € al giornoo più, non siamo più nel campo del “test” ma di unlavoro ad alto rischio. In genere servono:

  • capitale significativo (non 200–500 €),
  • competenze tecniche da trader/investitore,
  • tempo e disciplina,
  • una gestione fiscale organizzata.

Chi rientra in questa fascia, di solito, è trader attivo (giornaliero o swing), lavora nel settore crypto (dev, consulente, creator, marketer) o gestisce portafogli diversificati conanni di esperienzaalle spalle.
Se non sei ancora qui, questa parte va letta comereality check, non come obiettivo immediato.

Operatività frequente, capitali elevati e uso sistematico di strumenti complessi possono far emergere questioni di inquadramento fiscale (per esempio confine tra “risparmio privato” e attività più vicine a lavoro autonomo o d’impresa). Se ti avvicini a questi volumi, è fondamentale parlarne prima con un consulente fiscale che conosca le cripto-attività.

Cosa è sempre vero, a qualsiasi livello

Indipendentemente da quanto punti a guadagnare, ci sono tre punti fissi: il mercato cripto èmolto volatile, puoi guadagnare ma puoi ancheperdere tuttoil capitale investito enon esistono metodi sicurio rendimenti garantiti.
In più, le cripto non sono coperte da schemi di tutela tipo Fondo Interbancario sui depositi bancari.

Questa guida serve a chiarire i meccanismi e i rischi, non ad azzerarli.

Le autorità europee di vigilanza (EBA, ESMA, EIOPA) e le autorità italiane ricordano che le cripto-attività sono strumenti ad alto rischio, con tutele legali limitate anche dopo l’entrata in vigore del regolamento MiCA; invitano i consumatori a investire solo somme che possono permettersi di perdere e a verificare sempre che il fornitore sia autorizzato nell’UE.

Avvertenza rapida prima di iniziare

Prima ancora di aprire un conto o scegliere una moneta, è bene avere chiari alcuni concetti di base.

Puoi perdere l’intero capitale investito in cripto. Non ci sono garanzie pubbliche su questi strumenti. Qualsiasi promessa di rendimenti “sicuri”, “garantiti” o “senza rischio” è da guardare con molta diffidenza.

Prima di investire, è utile leggere gli avvisi delle autorità, che spiegano i rischi delle cripto-attività con esempi concreti. Per iniziare puoi consultare:

  • l’avvertenza di Banca d’Italia sulle valute virtuali;
  • la sezione educativa “Criptoattività” sul sito L’economia per tutti di Banca d’Italia;
  • il comunicato diCONSOB“Cripto-attività: poche tutele e rischi elevati” del 6 ottobre 2025;
  • l’avviso congiunto delle autorità europee di vigilanza sui rischi delle cripto-attività e la scheda informativa sul regolamento MiCA (disponibile in italiano sul sito dell’EBA).

Tutto quello che segue è informazione generale: non sostituisce la valutazione personalizzata di un consulente finanziario o fiscale.

Piano rapido: cosa fare in base a capitale, tempo e rischio

Non esiste un unico modo “giusto” di entrare nel mondo cripto. Dipende da quanti soldi sei disposto a rischiare, dal tempo che hai e da quanto ti pesa la volatilità.

Prima ancora di pensare alle cripto, è prudente avere coperto: un fondo di emergenza in euro, eventuali debiti costosi (es. revolving o prestiti al consumo) e spese essenziali dei prossimi mesi. Mettere soldi in strumenti ad alto rischio mentre sei in difficoltà di liquidità di solito peggiora il quadro, non il contrario.

Se sei principiante e vuoi solo capire come funziona (0–200 €)

L’obiettivo qui ècapire come funziona il mondo cripto senza mettere a rischio soldi importanti.

Per prima cosa conviene studiare le basi: blockchain, differenza tra exchange e wallet, chiavi private, volatilità. Una guida introduttiva sucome comprare criptovalute in Italiaè un buon punto di partenza.

Il secondo passo è scegliere un operatore che rientri nel quadro europeo (es. MiCA), con sede chiara, procedure KYC e condizioni spiegate in modo comprensibile. Non è il momento per app anonime o non trasparenti.

Per fare pratica può bastare comprare una quantità molto piccola, anche solo 20–50 €, giusto per sperimentare ordini, depositi e prelievi. Appena aperto l’account, attiva subito la sicurezza (2FA, PIN, conferma via app) e, se usi un wallet non-custodial, esegui il backup della seed phrase.
Prodotti complessi come futures, opzioni o CFD con leva è meglioevitarli del tuttoin questa fase.

Se vuoi un reddito extra realistico (200–1.000 €)

Se il tuo obiettivo è provare a costruire unpiccolo reddito extra nel medio periodo, devi comunque accettare che non è garantito.

Un buon inizio è chiarire obiettivo e orizzonte temporale, per esempio “Vorrei provare a creare un portafoglio da 2.000–3.000 € in 2–3 anni”. A quel punto puoi usare ilDCA: invece di un unico grande acquisto, fai piccoli acquisti ricorrenti (mensili o settimanali) su poche criptovalute relativamente consolidate, riducendo il rischio di entrare nel momento peggiore.

Una parte del portafoglio può eventualmente essere destinata astaking o prodotti “earn”su cripto o stablecoin, ma solo dopo aver letto con attenzione condizioni, tassi, eventuali blocchi dei fondi e rischi di piattaforma.

È importante accettare da subito che i risultati possono essere lontani dalle aspettative: scenari tipo “50–150 € al mese” restanoipotesie possono diventare facilmente zero o negativi. In parallelo, conviene mantenere uncuscinetto in europer affitto, bollette e spese essenziali, separato dalle cripto.

Se punti a importi elevati (es. 100 €/giorno)

Se il tuo obiettivo dichiarato è arrivare a3.000 €/mese o più, serve un salto di livello.

Parliamo di capitali più consistenti, competenze simili a quelle di un trader o di un investitore professionale, strumenti di analisi, regole chiare di gestione del rischio e una pianificazione fiscale pensata per evitare brutte sorprese.

Di solito questo profilo riguarda chi fa trading giornaliero o di breve periodo, chi lavora professionalmente nel settore crypto o chi gestisce portafogli complessi da anni. Se non sei in questa situazione, usare fin da subito un target come “100 €/giorno” rischia di spingerti a prendererischi che non comprendi. Come obiettivo iniziale, è più sano ragionare su cifre modeste e sostenibili.

Come iniziare a investire in criptovalute in Italia

Una volta chiarito il tuo livello di rischio, bisogna capirecome si entra operativamentenel mondo cripto: piattaforma, procedure, wallet e sicurezza.

Scegliere una piattaforma in regola (MiCA, KYC, tutele)

Per comprare cripto hai bisogno di unintermediario. Nella maggior parte dei casi si tratta di un exchange, cioè una piattaforma (spesso accessibile anche via app) che ti permette di cambiare euro in cripto, cripto in euro e scambiare una cripto con un’altra.

In Europa il regolamentoMiCAe altre norme definiscono requisiti specifici per i fornitori di servizi su cripto-attività. Per un risparmiatore italiano ha senso concentrarsi su operatori con sede chiara in UE o SEE, procedure KYC/AML attive e documentazione su costi e rischi leggibile in italiano o in inglese.

Dal 30 dicembre 2024 ilregolamento MiCAè pienamente applicabile nell’Unione europea (con regole specifiche su alcune stablecoin già dal 30 giugno 2024). I servizi su cripto-attività possono essere offerti solo da prestatori autorizzati (CASP) o da intermediari vigilati, sotto la supervisione congiunta di Banca d’Italia e CONSOB. Prima di aprire un conto è utile verificare se il fornitore compare negli elenchi di “prestatori di servizi per le cripto-attività (CASP)” pubblicati da Banca d’Italia e nelle comunicazioni MiCAR di Consob.

Prima di registrarti controlla almeno tre cose: se il servizio è davvero aperto a residenti in Italia, quali sono le commissioni su depositi, prelievi e trading e quali metodi di deposito/prelievo sono disponibili (es. bonifico SEPA, carta). È utile anche cercare eventuali avvisi o sanzioni da parte delle autorità di vigilanza.

In Italia, la CONSOB pubblica regolarmente l’elenco dei siti oscurati perché offrono abusivamente servizi finanziari o su cripto-attività: un controllo veloce su questa lista è un buon filtro preliminare prima di depositare denaro su una nuova piattaforma.

Aprire il conto, verificare l’identità e fare il primo deposito

La procedura operativa è simile su molte piattaforme. Prima ti registri con email e password, poi confermi l’account. In seguito si passa alKYC: caricamento di un documento, selfie o video di riconoscimento, inserimento dei dati anagrafici e, in alcuni casi, un breve questionario sulla tua esperienza finanziaria.

Per portare euro sulla piattaforma, in genere puoi scegliere tra bonifico SEPA e carta. Il bonifico è più lento ma spesso meno costoso. Una volta accreditato l’importo, effettui il primo acquisto scegliendo una coppia (per esempio EUR/BTC), indicando la cifra e confermando. Per iniziare è sensato usare importi ridotti.

Se non vuoi che le monete restino in custodia all’exchange, puoi valutare di trasferirle su un tuowallet esterno, mantenendo però il controllo totale sulla sicurezza.

Wallet, chiavi e sicurezza base

Gestire cripto significagestire chiavi crittografiche, non solo avere un’app sul telefono.

Unwallet custodialè quello in cui le chiavi sono gestite da un terzo (per esempio l’exchange). È più comodo, ma dipendi dalla sua solidità. Unwallet non-custodial, invece, ti mette in mano le chiavi private: hai più controllo, ma ogni errore può essere irreversibile.

Laseed phraseè una sequenza di parole che permette di ricostruire le chiavi: è letteralmente la chiave della cassaforte. Se la perdi, potresti perdere l’accesso alle cripto. Se la condividi, chi la riceve può svuotare il tuo wallet. Va conservata offline, in modo sicuro, e non va mai inserita in siti o app che non siano quelli ufficiali.

Esistono wallet “hot” (connessi a internet, comodi ma più esposti a rischi informatici) e “cold” (offline, ad esempio hardware wallet, più sicuri ma meno pratici). In ogni caso, alcune buone pratiche restano uguali: attivare sempre la 2FA, non riutilizzare la stessa password su più servizi, diffidare di link ricevuti via email o social che promettono “regali” in cripto e richiedono credenziali o seed phrase.

Per farti un’idea concreta delle tecniche più usate dai truffatori (finti supporti clienti, doppie app, phishing mirato) può essere utile leggere anche le schede “Attenzione alle cripto!” e “Le truffe nel mondo delle criptoattività” pubblicate da Banca d’Italia sul portale L’economia per tutti.

Tabella riassuntiva: principali metodi per guadagnare con le criptovalute

La tabella seguente riassume i metodi più citati, con livello di difficoltà, rischio e tipo di risultato atteso. I numeri non sono promesse, ma solo ordini di grandezza.

MetodoRichiede capitale?DifficoltàTempo richiestoRischio (relativo)Potenziale guadagno tipico*
Comprare e tenere (buy & hold / DCA)BassaAnniMedio-altoDa nessun guadagno a plusvalenze anche rilevanti, ma non garantite
Staking / interessi su cripto/stablecoinMediaMesi/anniMedio-altoDa pochi € al mese a reddito extra, se i rendimenti si mantengono
Lending (prestito di criptovalute)MediaMesi/anniAltoInteressi potenzialmente più alti, ma con forte rischio controparte
Trading di criptovaluteAltaOre/giornoMolto altoGuadagni o perdite molto variabili, anche rapide
MiningSì (molto)AltaMesi/anniAltoPer privati in Italia spesso non profittevole
DeFi e yield farmingMolto altaGiorni/mesiMolto altoRendimenti potenzialmente elevati, ma rischio estremo
Giochi P2E e app per guadagnare cryptoNo/minimoBassaOre/settimanaMedioDi solito pochi centesimi/few € al mese
Faucet di criptovaluteNoBassaMolte oreMedioMicro-ricompense, spesso pochi centesimi
Lavorare e farsi pagare in criptovaluteSì (il tuo tempo/lavoro)MediaCome un lavoroMedio-altoDipende da tariffe e mercato; può avvicinarsi a un lavoro tradizionale

* Il “potenziale guadagno tipico” indica solo l’ordine di grandezza e può anche esserezero o negativo.

Per ognuno di questi metodi, in Italia vanno poi considerati: tassazione di plusvalenze e proventi, eventuale imposta sul valore delle cripto-attività, commissioni delle piattaforme e costi di cambio. Un piano che “sulla carta” sembra sostenibile può diventare poco sensato una volta considerati tutti questi fattori.

Metodi più usati per guadagnare con le criptovalute

Vediamo ora, metodo per metodo, come funzionano davvero, quando hanno senso e quali sono i loro limiti.

1. Comprare e tenere (buy & hold / DCA)

Il metodo più semplice è comprare una o più criptovalute e mantenerle nel tempo, senza fare trading continuo. Molti utilizzano ilDCA: piccoli acquisti periodici per ridurre il rischio di entrare nel momento peggiore.

Per farlo ti servono un conto su un exchange, un piano di acquisti (ad esempio un importo fisso ogni mese) e un orizzonte temporale dianni, non di poche settimane.

Il punto di forza è la semplicità: non devi passare le giornate davanti ai grafici e riduci l’impatto emotivo delle oscillazioni di breve periodo. Il lato debole è evidente: le criptovalute sono estremamente volatili, il tuo portafoglio può perdere anche il 50% e non esiste alcuna garanzia che il prezzo salga nel lungo periodo. Il metodo richiede disciplina: se ti fai guidare dalla paura o dall’euforia, rischi di comprare in alto e vendere in basso.

Per un risparmiatore italiano medio può avere senso solo se hai già coperto emergenze e risparmio base in euro e destini unapiccola parte del patrimonioalle cripto, accettando a priori la possibilità di perdere una quota significativa di quel capitale.

Se pensi di tenere le cripto per anni, ha senso progettare fin da subito come gestirai la parte fiscale (quali documenti conservare, come ricostruire i prezzi di carico, quali quadri dichiarativi potrebbero essere coinvolti). Correggere dopo anni di disordine è molto più complicato e rischia di costare caro.

2. Staking e interessi su criptovalute/stablecoin

Lostakingriguarda le criptovalute basate su proof-of-stake: blocchi alcune monete per contribuire alla sicurezza della rete e ricevi ricompense. Esistono due modalità principali: partecipare direttamente al protocollo (o tramite validatori) oppure affidarsi a piattaforme custodial che offrono prodotti “earn”, simili a un conto deposito ma con rischi diversi.

In teoria è un modo per “mettere a rendita” le cripto che possiedi. Nella pratica, ci sono tre livelli di rischio: il prezzo del token può scendere molto, annullando le ricompense; la piattaforma può avere problemi (fallimenti, blocchi dei prelievi, attacchi informatici); i fondi possono restare bloccati per un certo periodo, limitando la tua capacità di reagire ai cambi di mercato.

Ha senso considerarli solo comecomponente minoritariadi un portafoglio già diversificato, dopo aver capito bene come funzionano le ricompense, le eventuali penalità e i tempi di sblocco. Se stai ragionando in generale direddito passivo, può essere utile confrontare lo staking con altre forme di entrata passiva tradizionali.

3. Prestito di criptovalute (lending)

Alcune piattaforme consentono diprestarele tue criptovalute ad altri utenti o a operatori che le usano per trading con leva e altre operazioni, in cambio di un interesse.

In pratica, tu depositi le monete, la piattaforma le presta e, se tutto va bene, incassi una remunerazione. Il problema è che si tratta di un prodotto complesso, con un rischio dicontropartenon banale: se la piattaforma fallisce, viene hackerata o gestisce male il rischio, potresti non rivedere più i fondi.

In più, tassi di interesse molto elevati sono spesso il segnale che il rischio sottostante è altrettanto alto. Il lending non è paragonabile a un conto deposito bancario e va considerato solo da chi capisce davvero il modello di business della piattaforma e accetta, nero su bianco, la possibilità di perdere tutto l’importo prestato.

Leautorità europeesottolineano che offerte con rendimenti molto alti su cripto-attività spesso comportano rischi proporzionalmente elevati e, in alcuni casi, strutture poco trasparenti. Se non capisci esattamente da dove arriva il rendimento e chi si assume il rischio finale, è prudente tenersi alla larga.

4. Trading di criptovalute (solo per utenti avanzati)

Iltrading attivoè uno dei metodi più citati, ma anche uno dei più delicati. Fare trading significa comprare e vendere spesso, cercando di approfittare delle oscillazioni di breve periodo.

Per farlo in modo strutturato servono conoscenze di analisi tecnica e fondamentale, un piano di gestione del rischio (dimensione della posizione, stop loss, regole per ridurre l’esposizione), capacità di rispettare le proprie regole anche dopo una serie di perdite e tempo da dedicare quotidianamente.

La leva rende tutto più estremo: amplifica i guadagni ma anche le perdite e può azzerare il capitale in poche operazioni, soprattutto in un mercato volatile come quello delle cripto. Inoltre, commissioni e costi di trading continuano a lavorare contro di te, anche quando non ti accorgi di quanto stai pagando.

Per un principiante, la combinazione di volatilità, leva e inesperienza è pericolosa. Se vuoi comunque esplorare il trading, è prudente farlosolo con una parte limitata del capitale, evitando la leva e considerando qualsiasi risultato positivo come incerto e irregolare, non come un reddito fisso.

Un’operatività di trading intensa può generare molti eventi fiscalmente rilevanti e un carico emotivo notevole (overtrading, vendite impulsive dopo perdite, “revenge trading”). Se noti che il trading impatta sul tuo sonno o sulle tue relazioni, fermarti è più importante di qualsiasi potenziale guadagno. Per volumi consistenti, confrontati sempre con un esperto fiscale.

5. Mining: perché per la maggior parte degli italiani non conviene più

Ilmining domesticoha avuto senso anni fa, quando era possibile minare alcune criptovalute con un normale PC. Oggi le principali monete sono minate, in larga parte, da grandi strutture con costi energetici molto bassi e hardware specializzato.

In Italia, tra costi dell’energia, prezzo e svalutazione dell’hardware e problemi pratici (rumore, calore, spazio, manutenzione), è raro che un privato riesca a ottenere un utile reale dal mining casalingo. Per molti ha senso soltanto come esperimento tecnico, con qualche centinaio di euro al massimo e aspettativa di profitto praticamente nulla.

6. DeFi e yield farming (molto avanzato)

LaDeFi(finanza decentralizzata) permette di fare prestiti, scambi, pool di liquidità e altre operazioni attraverso smart contract, senza intermediari tradizionali.

In uno scenario tipico blocchi le tue cripto in un protocollo (per esempio come liquidità in una pool), in cambio di token di ricompensa o di una porzione delle commissioni pagate dagli altri utenti. Spesso vengono mostrati APY molto alti, che attirano molte persone.

Il problema è che la DeFi porta con sé una serie di rischi specifici: bug o vulnerabilità negli smart contract, progetti che spariscono improvvisamente con i fondi (rug pull), errori di utilizzo del wallet o di firma delle transazioni da parte dell’utente, totale assenza di tutele paragonabili a quelle dei prodotti regolamentati.

Per queste ragioni la DeFi è un campo per utentimolto avanzati, consapevoli del fatto che il rischio di perdere l’intero capitale è reale.
Se ti interessa la parte più tecnica e creativa (per esempio lanciare un token o un protocollo), può essere utile un approfondimento dedicato: “Come creare una criptovaluta e guadagnare“.

7. Giochi play-to-earn e app per guadagnare crypto

I giochi play-to-earn e le app che ti pagano in cripto ti ricompensano per attività semplici: completare missioni, guardare annunci, usare l’app ogni giorno, camminare, giocare, rispondere a quiz.

In teoria è un modo per generare piccole entrate senza capitale iniziale. In pratica, l’ordine di grandezza è quasi sempre molto basso:pochi centesimi o pochi euro al mese, spesso in token poco liquidi che possono cambiare valore in fretta o risultare difficili da convertire in euro. Alcune app prevedono restrizioni o limiti specifici per utenti italiani.

Per un elenco più aggiornato e dettagliato puoi fare riferimento a una guida dedicata alleapp per guadagnare crypto in Italia.

Se ti interessano anchegiochi e app che pagano in denaro o buoni, non solo in criptovalute, può tornare utile una guida separata.

8. Faucet di criptovalute

Ifaucetsono siti o app che distribuiscono minuscole quantità di cripto in cambio di piccole azioni ripetitive, come risolvere captcha, cliccare annunci o fare login quotidiano.

Il lato positivo è che non serve capitale iniziale e puoi usarli per familiarizzare con indirizzi e micro-transazioni. Il lato negativo è che il tempo investito, nella maggior parte dei casi, non è ripagato economicamente: parliamo di frazioni di centesimo per attività. In più, molte di queste piattaforme mostrano pubblicità molto aggressiva e, in alcuni casi, cambiano regole o smettono di pagare.

Nel complesso, i faucet sono utili solo perfare esperienza pratica, non per costruire un piano di guadagno serio.

Leggi di più su questa guida:I migliori crypto faucet.

9. Lavorare e farsi pagare in criptovalute

Una delle strade più concrete per “guadagnare con le cripto” èfarsi pagare in criptovalute per il proprio lavoro.

Questo può avvenire in vari modi: lavori freelance (sviluppo, grafica, marketing, traduzioni) per clienti internazionali che pagano in cripto, partecipi a programmi di bounty di progetti crypto oppure offri consulenze e servizi legati al settore.

In tutti questi casi stai producendo un reddito come in un lavoro tradizionale. Cambia solo il mezzo di pagamento. Devi comunque occuparti di fatturazione o documentazione del reddito secondo le regole italiane, oltre a gestire ilrischio di cambiotra il valore al momento dell’incasso e quello futuro. Per importi significativi, ha senso affidarsi a un commercialista che conosca già la materia.

Programmi di affiliazione nel settore crypto

Molti exchange e servizi collegati al mondo cripto offronoprogrammi di referral o affiliazione: se porti nuovi clienti, ricevi una commissione, spesso in cripto. È una forma di affiliate marketing, con le stesse logiche di base di altri settori.

Per farlo funzionare servono canali (blog, social, newsletter), contenuti credibili e trasparenza su eventuali link affiliati. Non è una macchina automatica per generare soldi, ma un’attività di marketing a tutti gli effetti.
Se vuoi approfondire il tema generale dell’affiliate marketing, può essere utile una guida dedicata.

Se promuovi servizi cripto a pagamento, è importante dichiarare in modo evidente eventuali commissioni o rapporti commerciali, evitare promesse di rendimenti eccessivi e non presentarti come consulente finanziario se non lo sei. In caso di dubbi sull’inquadramento legale di ciò che stai facendo, confrontati con un avvocato o un commercialista.

Guadagnare 100 € al giorno con le criptovalute: è realistico?

La domanda “Posso guadagnare 100 € al giorno con le cripto?” è tra le più frequenti. La risposta breve è che sì, alcune persone ci riescono almeno per periodi di tempo, ma per la grande maggioranza degli utenti non è un obiettivo realistico.

Per arrivare a numeri simili servono in genere tre cose contemporaneamente:capitale consistente(spesso decine di migliaia di euro o più),anni di esperienzanel trading o nell’investimento e unadisciplina ferreanel seguire strategie e nel gestire le perdite. A questo si aggiunge la necessità di gestire correttamente la parte fiscale, perché risultati più elevati comportano spesso adempimenti più articolati.

Un altro punto spesso ignorato è la non continuità dei risultati: potresti avere mesi molto positivi seguiti da mesi molto negativi. Fare una media di “100 € al giorno” su un periodo lungo è ben diverso dal vedere qualche giorno particolarmente fortunato.

Esempi di scenari puramente ipotetici

Immagina un portafoglio da 10.000 €. Con un rendimento medio del 12% annuo (valore già non banale), otterresti circa 1.200 € l’anno, ossia circa 100 € al mese, non al giorno. E anche questo risultato non è affatto scontato.

Pensa poi a un trader con 20.000 € di capitale che, in ipotesi, riesce a guadagnare l’1% netto al giorno. In teoria sarebbero 200 € al giorno. In pratica basta una sequenza di errori o una fase di mercato sfavorevole per erodere velocemente il capitale, soprattutto se c’è di mezzo la leva.

Infine, considera un portafoglio da 5.000 € in staking, abbinato a qualche micro-entrata da app. Anche con rendimenti non irrealistici, la forbice tipica resta nell’ordine delledecine di euro al mese, non al giorno.

Nel complesso, puntare da subito a 100 €/giorno rischia di farti sottovalutare i rischi e di portarti verso comportamenti eccessivamente speculativi. Per molti lettori è più sensato ragionare su obiettivimodesti, raggiungibili e sostenibilinel tempo.

Gli esempi di questa sezione sono puramente illustrativi, non tengono conto di commissioni, costi e fiscalità, e non descrivono risultati medi o probabili. Non usarli per costruire un “business plan” personale sulle cripto.

Rischi, truffe e cosa dice la legge italiana

Prima di cercare “occasioni”, è fondamentale capire quali sono irischi strutturalidel settore e che cosa stanno dicendo le autorità italiane ed europee.

Cosa dicono le autorità italiane ed europee sulle cripto-attività

Negli ultimi anni le principali autorità (EBA, Unione europea, autorità nazionali) hanno ribadito alcune linee guida ricorrenti. Le cripto-attività sono considerateinvestimenti ad alto rischio: puoi perdere l’intero capitale, le tutele non sono paragonabili a quelle previste per i depositi bancari o molti prodotti regolamentati e diversi strumenti innovativi hanno strutture complesse, difficili da comprendere per il pubblico retail.

In Italia, sia le autorità di vigilanza sia l’educazione finanziaria pubblica insistono sul fatto che dovresti investire soltanto somme che puoi permetterti di perdere, informarti attraverso fonti ufficiali e verificare se esistono avvisi o provvedimenti contro un operatore prima di usarlo.

Per orientarti puoi partire da:

  • la sezione “Criptoattività” di Banca d’Italia;
  • il comunicatoCONSOBdel 6 ottobre 2025 “Cripto-attività: poche tutele e rischi elevati”;
  • l’avviso congiunto2025 delle autorità europee di vigilanza sui rischi e la limitata protezione legale delle cripto-attività;
  • le pagine MiCAR di Banca d’Italia e CONSOB, che spiegano come il nuovo regolamento europeo sulle cripto-attività si applica in Italia.

Anche con MiCA pienamente operativo, la protezione del piccolo risparmiatore resta molto diversa rispetto ai depositi bancari o a molti strumenti regolamentati: controlli di base e maggiore trasparenza sì, “rete di sicurezza” in caso di perdita no.

Truffe più comuni con le criptovalute (Italia/UE)

Nel mondo cripto alcuni schemi di truffa tornano ciclicamente, con varianti di facciata ma stessa logica di fondo:

  • Rendimenti garantiti: piattaforme o bot che promettono +1% al giorno “sicuro”. Garanzie del genere su strumenti così rischiosi sono un forte segnale di allarme.
  • Schemi piramidali e Ponzi: sistemi dove guadagni soltanto se porti nuovi amici o iscritti, e che crollano quando smettono di entrare soldi freschi.
  • Pump & dump sui social: gruppi che promuovono una moneta illiquida, facendone salire il prezzo, per poi vendere tutto lasciando gli ultimi arrivati con le perdite.
  • Finti operatori regolamentati: siti che imitano nomi e loghi di broker o banche reali per sembrare affidabili.
  • Phishing e finti supporti clienti: email, messaggi o chat che ti chiedono seed phrase, password o codici 2FA “per sicurezza”.

La regola pratica è semplice: se una proposta ti sembratroppo bella per essere vera, nella quasi totalità dei casi non è vera.

Le campagne di educazione finanziaria italiane (“I Navigati” di Banca d’Italia, CONSOB e IVASS, ad esempio) insistono molto sul fermarsi a verificare prima di cliccare, controllare sempre l’indirizzo del sito e diffidare di chi ti chiede urgenza o segretezza.

Tasse sulle criptovalute in Italia (panoramica base)

L’Italia ha introdotto una disciplina specifica per le “cripto-attività” con la Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022), che ha inserito nel TUIR una nuova categoria di redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. c-sexies) e ha definito regole dedicate per plusvalenze, altri proventi e, in diversi casi, per il monitoraggio fiscale e le imposte patrimoniali sulle cripto.

In estrema sintesi, e solo come quadro di base:

  • le plusvalenze e altri proventi da cripto-attività per persone fisiche, al di fuori dell’impresa, sono in genere soggetti a imposta sostitutiva con un’aliquota che, fino al 2024, è stata indicata al 26% (in linea con molti redditi finanziari), sulla parte che eccede determinate soglie/franchigie;
  • a seconda dell’anno di imposta, è stata prevista (e poi rimodulata) una franchigia intorno ai 2.000 € annui di plusvalenze complessive, con chiarimenti nelle istruzioni ai modelli dichiarativi 2024–2025;
  • per il 2025 diverse analisi confermano l’aliquota del 26% su plusvalenze e altri proventi da cripto-attività, con l’eliminazione della franchigia dei 2.000 € per le nuove annualità;
  • la Legge di Bilancio 2026 ha previsto un aumento al 33% dell’imposta sostitutiva su molte tipologie di plusvalenze e proventi da cripto-attività, con regimi particolari per alcune stablecoin in euro conformi a MiCA e regole specifiche per le permute;
  • accanto all’imposta sulle plusvalenze, è stata introdotta un’imposta sul valore delle cripto-attività detenute al 31 dicembre (talvolta indicata come “imposta cripto”, concettualmente simile all’imposta di bollo), tipicamente calcolata in misura percentuale sul valore di fine anno.

A seconda che tu compili il modello 730 o il modello Redditi PF, oggi le cripto-attività possono comparire in quadri diversi (per esempio Quadro T del 730 per plusvalenze, Quadri RT e RW per il modello Redditi PF), sulla base delle istruzioni aggiornate anno per anno.

Questa è solo una panoramica di massima: le regole sono tecniche, soggette ad aggiornamenti e piene di casi particolari (permute tra cripto, NFT, stablecoin, attività d’impresa, regolarizzazioni, ecc.). Prima di compilare la dichiarazione o impostare un piano di investimento è fondamentale:

  • leggere le istruzioni e le circolari dell’Agenzia delle Entrate (a partire dalla circolare n. 30/E del 27 ottobre 2023);
  • verificare le novità delle leggi di bilancio più recenti (2025–2026);
  • confrontarti con un professionista abilitato, soprattutto se i volumi o i valori in gioco non sono marginali.

Checklist pratica prima di investire 1 € in cripto

Prima di fare anche solo il primo acquisto, prova a verificare alcuni punti chiave.

Dal lato dei rischi, chiediti se hai letto almeno un paio di avvisi ufficiali su cripto-attività, se hai capito che puoi perdere tutto il capitale investito e se disponi di unfondo di emergenza in euroseparato dai soldi che vorresti destinare alle cripto. È altrettanto importante definire qual è il massimo importo che puoi permetterti di perdere senza conseguenze gravi sulla tua vita quotidiana.

Dal lato operativo, chiarisci il tuo obiettivo (imparare, puntare a un piccolo extra, investimento di lungo periodo) e verifica di aver scelto una piattaforma con sede chiara, condizioni trasparenti e procedure KYC attive. Prima di depositare, controlla su siti ufficiali se esistono avvisi o sanzioni sull’operatore e leggi con calma le commissioni su depositi, acquisti, vendite e prelievi.

Per la sicurezza, controlla di aver attivato la 2FA, di utilizzare una password unica e robusta e, se usi un wallet non-custodial, di aver fatto unbackup sicurodella seed phrase. È fondamentale anche capire la differenza tra comprare e tenere, fare staking, fare trading e usare o meno la leva. Per ogni app, gioco o faucet che intendi usare, rileggi condizioni di payout, soglie minime e limitazioni per utenti italiani.

Infine c’è il lato fiscale e psicologico. Informati sul fatto che le plusvalenze possono essere tassate e individua fin da subito un professionista a cui chiedere chiarimenti in caso di dubbi. E, soprattutto, chiediti se stai entrando nel mondo cripto spinto da FOMO, consigli di amici o hype sui social, invece che da una scelta ragionata. Se a molte domande rispondi “no” o “non saprei”, la scelta più prudente èfermarsi e studiare ancora.

Quando valuti una piattaforma, inserisci tra i controlli standard anche: “Il fornitore è autorizzato come CASP ai sensi del MiCA o è un intermediario vigilato che presta servizi su cripto-attività in Italia?”. Se non trovi risposte chiare nei registri ufficiali, considera questo un segnale di prudenza.

Domande rapide su come guadagnare con le criptovalute

Le risposte che seguono riassumono i dubbi più frequenti, in formato breve.

È davvero possibile guadagnare con le criptovalute?

È possibile, ma mai garantito. Il risultato dipende da capitale, tempo, metodo scelto e andamento del mercato. Le criptovalute sono strumenti adalta volatilitàe puoi anche perdere tutto il capitale. Le autorità italiane ed europee le considerano investimenti ad alto rischio, con tutele limitate per il risparmiatore.

Quanto devo investire per iniziare a guadagnare con le cripto?

Non esiste una cifra universale. Molte persone iniziano con importi piccoli, ad esempio 50–200 €, per capire come funzionano piattaforma e wallet senza esporsi troppo. La regola che conta di più è semplice: investi solo soldi chepuoi permetterti di perderee, se gli importi crescono, valuta di confrontarti con un consulente abilitato.

Qual è il metodo più “sicuro” per guadagnare con le criptovalute?

Un metodo veramente “sicuro” non c’è. In genere, strategie meno speculative come comprare e tenere unapiccola quotadi criptovalute relativamente consolidate, magari abbinate a un po’ di staking, sono meno estreme del trading aggressivo con leva, ma restano comunque ad alto rischio e senza garanzia di rendimento.

Posso guadagnare 100 euro al giorno con le criptovalute?

In teoria sì, in pratica per la maggioranza delle persone no. Servono capitale importante, competenze avanzate, disciplina e capacità di gestire fasi di forte perdita. I risultati non sono stabili nel tempo e possono cambiare rapidamente. Per molti investitori amatoriali ha più senso puntare aobiettivi moderati.

Come funziona lo staking delle criptovalute?

Con lo staking blocchi alcune monete su una rete proof-of-stake e aiuti alla sicurezza del protocollo in cambio di ricompense. Alcune piattaforme custodial offrono prodotti “earn” che somigliano a conti deposito, ma hanno rischi propri: prezzo del token, affidabilità della piattaforma, eventuale blocco dei fondi e possibili cambi normativi. Prima di impegnare somme rilevanti è bene studiare questi aspetti con calma.

È possibile guadagnare con le criptovalute senza investire soldi?

In parte sì, ma parliamo quasi sempre dimicro-guadagni. Giochi play-to-earn, app reward e faucet pagano poco, spesso in token poco liquidi. Possono essere utili per fare esperienza, ma non sostituiscono un vero reddito. Va sempre verificata la disponibilità per utenti italiani, insieme a condizioni di payout e limiti indicati nei termini di servizio.

Come vengono tassate le criptovalute in Italia?

Le plusvalenze e alcuni altri proventi da cripto-attività rientrano nel regime di imposta sostitutiva introdotto dalla Legge di Bilancio 2023 e modificato dalle manovre successive, con aliquote che – in base alle norme più recenti – passano dal 26% al 33% per molte fattispecie a partire dal periodo d’imposta 2026. Esistono anche imposte sul valore delle cripto-attività e obblighi di monitoraggio fiscale. Le regole sono tecniche e in evoluzione: per casi concreti è consigliabile confrontarsi con un commercialista o un CAF, oltre a leggere le circolari e le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate.

Devo usare la leva per guadagnare di più con le cripto?

La leva amplifica sia i guadagni sia le perdite e può azzerare il capitale in poche operazioni. Per chi è all’inizio, in genere è unascelta molto rischiosa. Se non hai esperienza concreta e un piano rigoroso di gestione del rischio, è prudente evitare la leva e usare soltanto capitale proprio.

Conviene minare criptovalute da casa in Italia?

Per la maggior parte delle persone, no. Tra costi energetici elevati, necessità di hardware dedicato e concorrenza delle grandi mining farm, è difficile ottenere un utile. Il mining domestico può avere senso solo come esperimento didattico con piccoli importi e aspettative di guadagno quasi nulle, tenendo ben distinti questi soldi dai risparmi di lungo periodo.

Come scelgo una piattaforma sicura per comprare criptovalute?

È importante verificare sede e autorizzazioni dell’operatore, procedure KYC, metodi di deposito e prelievo e struttura dei costi. Conviene controllare anche la presenza di eventuali avvisi da parte di autorità italiane o europee e, ora che MiCA è in vigore, se il fornitore è autorizzato come CASP o opera tramite un intermediario vigilato nell’UE. Usa sempre e solo siti ufficiali, attiva la 2FA e diffida di chi promette rendimenti “sicuri” o “garantiti”.

Cosa fare oggi se vuoi iniziare (senza illusioni)

Se dopo aver letto questa guida vuoi comunque dare una prima occhiata operativa al mondo cripto, puoi farlo in tre mosse semplici.

Per prima cosainformati sui rischi: leggi gli avvisi ufficiali delle autorità, ripassa con calma i punti chiave di questa guida e chiarisci che cosa stai cercando davvero, se solo esperienza pratica o la possibilità di un piccolo extra nel medio periodo.

In secondo luogodecidi un obiettivo realistico e un budget limitato. Definisci se vuoi soltanto imparare o se stai già pensando a un investimento di lungo termine. Stabilisci da subito quanti soldi puoi permetterti di perdere senza conseguenze serie e metti per iscritto questo numero, per non farti trascinare dall’emotività.

Infine,apri un solo conto e fai un test minimo. Scegli una piattaforma che abbia superato i tuoi controlli di base, apri l’account, attiva tutte le misure di sicurezza e prova con un importo molto piccolo. Dopo questo test, fermati per qualche giorno, valuta come ti sei sentito di fronte alla volatilità e decidi con calma se ha senso fare un passo in più oppure no.

Ogni anno (o quando cambiano molto i tuoi redditi o le regole fiscali) fermati a rivedere: quanto del tuo patrimonio è esposto alle cripto, se hai ancora senso e voglia di sopportare quella volatilità e se devi aggiornare la parte fiscale. Non è un percorso “una volta per tutte”, ma una decisione da rinnovare consapevolmente.

// 2 commenti
  1. Sara 12 Giu 2024

    Qual è il metodo più sicuro per guadagnare con le criptovalute nel 2024?

    1. Domenico Sottile 21 Giu 2024

      Il metodo più sicuro per guadagnare con le criptovalute nel 2024 è lo staking. Consente di guadagnare interessi sulle proprie criptovalute partecipando alla validazione delle transazioni su una blockchain proof-of-stake (PoS). È considerato meno rischioso rispetto al trading attivo e offre un flusso di reddito passivo.

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